Quanto costa un sito internet nel 2026 (e da cosa dipende davvero)
È la domanda che ci sentiamo fare più spesso, e la risposta onesta è sempre la stessa: dipende. Non per evasività, ma perché un sito vetrina di 4 pagine e un e-commerce con 200 prodotti sono due lavori completamente diversi, anche se entrambi si chiamano “sito internet”.
Cosa fa davvero variare il prezzo
Il primo fattore è la complessità della struttura: quante pagine, che tipo di funzionalità (form, prenotazioni, cataloghi, aree riservate), se serve un blog o una sezione news da aggiornare nel tempo.
Il secondo è quanto materiale hai già pronto. Se arrivi con testi scritti bene e foto professionali, il lavoro si concentra su design e sviluppo. Se invece serve scrivere i testi da zero o organizzare un servizio fotografico, il progetto si allarga — giustamente, perché è lavoro in più.
Il terzo, spesso sottovalutato, è cosa succede dopo il lancio: un sito senza nessuna assistenza costa meno all’inizio ma può costare di più nel tempo, se poi serve pagare qualcuno ogni volta che c’è un piccolo problema.
Le domande giuste da farsi (e da fare a chi ti fa il preventivo)
- Il prezzo include la SEO di base, o è un extra?
- Chi si occupa dei testi: io, o ci pensate voi?
- Cosa succede se tra sei mesi voglio aggiungere una pagina?
- Il sito resta di mia proprietà se cambio fornitore?
Diffida di due estremi
Un prezzo stracciato spesso significa un template riciclato, zero personalizzazione o assistenza inesistente dopo la consegna. Un prezzo esageratamente alto, dall’altra parte, a volte paga solo il nome dell’agenzia, non un lavoro proporzionalmente migliore.
Il modo più semplice per avere un numero reale? Raccontare il progetto a chi lo dovrà costruire, e farsi spiegare — con parole semplici — perché quel prezzo, non un altro.
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